Ligabue : Recensione Arrivederci Mostro
16 maggio 2010 – 12:55
Produzione, band :
L’11 maggio 2010 esce “Arrivederci Mostro” a distanza di 20 anni esatti dal primo album “Ligabue” e a 5 da “Nome e Cognome” che aveva deluso un po’ non tanto per i brani in sè ma per una ormai “logora forma” di ripetività degli stessi. Per ovviare a questo “limite” viene affidata la produzione a Corrado Rustici, già visto all’opera nei primi best (Primo & Secondo Tempo) anche se in minima parte (5 brani). Luciano quindi è finalmente libero di concentrarsi al 100 % sul proprio ruolo, ovvero cantare, ed è così che viene fuori forse il miglior disco “cantato” appunto dal Liga. La nuova produzione, e la band “parzialmente rinnovata” si fanno sentire sin da subito, arrangiamenti molto “chitarristici“, brani uno diverso dall’altro e quasi nulla di elettronico.Si può dire che l’obiettivo prefissato a livello di produzione sia stato raggiunto e forse eseguito meglio di quanto ci si potesse aspettare.
Analisi dei brani :
1) Quando canterai la tua canzone : Il brano inizia con un riff molto “grintoso”, il pezzo è “tirato” ed esplosione di chitarre nei ritornelli; il tutto condito da un buon testo. Decisamente piacevole. Voto : 7
2) La linea sottile : Dopo un inizio grintoso e tirato, è già tempo di atmosfere più rilassanti de “la linea sottile”. Il pezzo ha molto “appeal radiofonico” e alla fine si lascia ascoltare . Voto : 6.5
3) Nel tempo : Base al limite del “punk rock”, bel testo diretto e semplice e con qualche ironia (che qualcuno non ha capito…ma vabbè…). Uno dei migliori brani dell’album . Voto : 7,5
4) Ci sei sempre stata : Ecco la prima ballata dell’album. Possiamo paragonarla a “L’amore conta” , ma è decisamente fatta meglio sia a livello di testo che musicalmente; impreziosita da un buon assolo finale. Voto: 7
5) La verità è una scelta : Forse il brano più spiazzante dell’album quanto a sonorità. Inizio quasi da Rammstein di Linderman e soci (con le dovute proporzioni sia chiaro), ritmo quasi “sincopato”, bel testo. Voto : 7,5
6) Caro il mio Francesco: Il testo più “rock” su una delle musiche più soft. Sembra un ossimoro, ed in un certo senso lo è. Liga più che cantare, parla e accusa i colleghi (parte di essi e non solo) definendoli “Furbacchioni e topi”, riprendendo il tema già svolto nel “l’avvelenata” di Francesco Guccini. Uno dei brani migliori. Voto : 8
7) Atto di fede : E’ una sorta di “inno positivo” alla vita, anche se non è mica facile. Musicalmente discreta, così come il testo. Voto :6,5
8 )Un colpo all’anima: Musicalmente è forse quella che più si discosta da tutto l’album (a parte Tacabanda, ma quest’ultima è una esperimento). La sua utilità è quella di fare da “traino”, commercialmente parlando. La versione acustica riesce però a risultare più “drammatica” ed ad acquistare una nota positiva, rispetto alla versione studio. Voto : 6
9) Il peso della valigia : Altra ballata del disco. Continua sulla strada di “Ci sei sempre stata” e risulta gradevole . Voto:7
10) Tacabanda : Molti fans storceranno il naso, ma il brano va preso per quello che è, ovvero un esperimento, un gioco…un divertimento. Risulta simpatica e divertente, curiosa anche l’interpetrazione del Liga quasi “ubriaco”. Voto : 6,5
11) Quando mi vieni a prendere? (Dendermorde 23/01/2009): La canzone più lunga e drammatica e anche commovente della sua carriera. Molto particolare l’idea di raccontare una tragedia vista proprio dagli occhi di bambino con la più pura innocenza… Voto : 8
12) Il meglio deve ancora venire : Si ritorna alle sonorità più “rock” e soprattutto un brano più solare. Canzone gradevole, un po’ meno bella rispetto alle altre “rockettare”. Voto : 6,5
Voto totale : 75 / 100
