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Ligabue querelato dal tecnico del suono

15 ottobre 2008 – 14:21

Luciano Ligabue, rockstar ormai nel mito, calamitò il 10 settembre 2005 ben 180mila persone al Campovolo per un concerto da guinness. Ma non tutto filò liscio, perché fin dai primi brani, in alcune zone dell’area concerto, il pubblicò iniziò a risentire di problemi acustici a causa dei ritardi della trasmissione audio. Un inconveniente che indispettì non pochi fans di «Liga» e piovvero le e-mail di protesta. Luciano non rimase impassibile e scrisse una lettera aperta per scusarsi con il «suo» popolo. Ma quella lettera gli è costata una denuncia per diffamazione.

Si è infatti sentito diffamato – da quelle parole – il titolare della società che aveva l’appalto del servizio d’amplificazione del concerto tenutosi tre anni fa a FestaReggio.

LE SCUSE AI FANS. Nella lettera – apparsa sul sito Internet di Luciano Ligabue – la rockstar rispose così alla delusione dei suoi fans.

«Ma il furto più grosso (mentre cantava subì anche un furto in casa, ndr) l’ho subito dopo il concerto, perché si tratta di un furto dell’anima. Quando sono venuto a sapere che una parte di voi non è stata servita bene dall’audio per una buona parte del concerto. Da sempre si sa che nei grandi spazi è molto difficile assicurare una perfetta resa sonora a tutti quanti. Questa volta, però, abbiamo chiesto per mesi, a chi si sarebbe occupato dell’audio, le più ampie garanzie perché questo succedesse. Volevamo fortemente che si riuscisse anche dove di solito non si riesce, anche in uno spazio così grande e nonostante la natura sperimentale del concerto.

Prove su prove. Sappiate che c’è stato il nostro più forte impegno economico perché questo ci venisse garantito e, pure, quella garanzia ci è stata data ripetute volte. Purtroppo, abbiamo saputo che non è andata così fino in fondo. Ecco venire a sapere che una parte di voi possa non aver goduto del concerto per come l’avevamo pensato e studiato e organizzato è il vero furto che mi è stato fatto. Volevo che foste tutti felici. Che tutti poteste sentire quello che io rovesciavo sui vari palchi. Perché ve lo meritate tutti. Chiedo scusa personalmente a quelli di voi che non hanno potuto sentire come si doveva».

LE INDAGINI. Per il responsabile-audio del concerto al Campovolo quelle frasi hanno contenuto denigratorio e diffamatorio, lesive dell’onorabilità professionale, da qui la denuncia finita – dopo diverse peregrinazioni – in procura a Reggio, per la precisione sul tavolo del sostituto procuratore Giampiero Nascimbeni. Il magistrato è arrivato alla conclusione che la notizia di reato è infondata, non rilevando intenti denigratori nella lettera di Ligabue, scritta con toni moderati e sorretta dal legittimo esercizio del diritto di critica. Da qui la richiesta d’archiviazione del caso. La rockstar – che è difesa dai legali Patrizio Visco e Roberto Sutich – ha replicato alla denuncia con una memoria scritta in cui viene sottolineato come Ligabue abbia esercitato il diritto di critica come prevede la Costituzione, rimarcando inoltre che la diffamazione non è ravvisabile anche perché chi ha presentato denuncia non è mai menzionato nella lettera.

Ora sarà il gip a decidere se effettivamente archiviare la vicenda (come richiesto dal pm Nascimbeni e dalla difesa), oppure se la vicenda debba avere una prosecuzione giudiziaria (come sostenuto dal fonico che si è opposto all’archiviazione).

http://gazzettadireggio.repubblica.it/dettaglio/Ligabue-querelato-dal-tecnico-del-suono/1527525







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