Sopravvissuti E Sopravviventi
Posted Giugno 22nd, 2008 by Leggero No Comments »
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Pubblicato: 22 Gennaio 1993
Durata : 50 min : 11 sec
Dischi : 1
Tracce: 13
Etichetta: Wea
Produttore :Angelo Carrara
Classifiche:
Posizione migliore raggiunta (anno di pubblicazione): #3
Posizione vendita annuale(anno di pubblicazione) : #30
Track-list:
1. Ancora in piedi (L.Ligabue) 4:15
2. A.A.A. qualcuno cercasi (L.Ligabue) 4:54
3. Ho messo via (L.Ligabue) 4:44
4. Dove fermano i treni (L.Ligabue) 3:21
5. I duri hanno due cuori (L.Ligabue) 4:05
6. La ballerina del carillon (L.Ligabue) 3:41
7. Prezoo (L.Ligabue) 0:40
8. Lo zoo è qui (L.Ligabue) 3:56
9. Piccola città eterna (L.Ligabue) 5:02
10. Walter il mago (L.Ligabue) 4:17
11. Pane al pane (L.Ligabue) 3:33
12. Quando tocca a te (L.Ligabue) 5:31
13. Sopravvissuti e sopravviventi: tema (L.Ligabue) 1:34
Hanno suonato:
Luciano Ligabue -Voce, chitarra acustica, chitarra a 12 corde e kazoo
Clan Destino
Gigi Cavalli Cocchi – Batteria e percussioni
Max Cottafavi – Chitarra elettrica, chitarra acustica e chitarra a 12 corde
Gianfranco Fornaciari – Tastiere
Luciano Ghezzi – Basso elettrico e basso acustico
Ospiti
Asioli Jazz Band di Correggio diretta da Angelo Andreoli in Quando tocca a te
Giuseppe Barbareschi – contrabbasso in Sopravvissuti e sopravviventi: tema
Luca Maggioni – viola in ‘Sopravvissuti e sopravviventi: tema
Demo Morselli – tromba in Ho messo via e flicorno in Sopravvissuti e sopravviventi: tema
Enrico Stabile – violino in Sopravvissuti e sopravviventi: tema
Gabriele Zanetti – violoncello in Sopravvissuti e sopravviventi: tema
Altre informazioni sul disco:
Arrangiato e suonato da Ligabue e Clandestino
Produzione artistica: Ligabue
Produzione esecutiva: Angelo Carrara
Registrato da Paolo Lovat – Mixato da Paolo Lovat e Ligabue
Registrazione e mixaggio effettuati all’ Umbi Studio Medicina Blanche dal 12 ottobre al 12 dicembre 1992
Foto: Giansi Campagnoli
Curiosità:
Ligabue alla presentazione del disco (Frasi raccolte dal giornalista Ernesto Assente per Repubblica del 17 gennaio 1993)
Non è un album particolarmente ” pensato” neanche questa volta anche se sicuramente per me il terzo disco era un appuntamento delicato, non volevo pormi troppi problemi… Credo però che ci sia una differenza sostanziale con i dischi precedenti e che si senta: aver lavorato meglio in studio di incisione ha fatto in modo che l’ album sia molto più vicino a come noi suoniamo dal vivo, e questo era davvero importantissimo”.
E’ il disco più vario che ho mai realizzato,credo di averlo voluto così proprio con l’ intenzione di non restare legato al passato più del dovuto, per non rifare ancora una volta le stesse cose, magari per vendere più facilmente il disco. Ogni brano ha un suono diverso, le canzoni stesse sono scritte in maniera diversa. Forse è possibile che, quasi inconsciamente, tenda a ripetere il passato, ma mi sembra comunque di aver fatto un discreto sforzo per non assomigliare a me stesso.
C’ è una tendenza molto forte a parlare di politica e di problemi sociali nelle canzoni, ed anche se è vero che le canzoni hanno una funzione di sensibilizzazione, nulla evita che ci sia qualcuno che parla di politica solo per speculazione, perché il mercato tira in quella direzione. Io ho paura che, in una situazione come questa, sparare una ‘ rivoltellata’ in musica sia fin troppo facile, sparando nel mucchio qualcuno lo becchi comunque e se a sparare sono in troppi diventa tutto soltanto rumore di fondo. I personaggi delle mie canzoni sono persone che vivono con difficoltà la propria natura, ma non hanno deciso di cambiarla, personaggi che sono sopravvissuti a dieci anni fatali: gli anni Ottanta non hanno solo provocato il crollo delle ideologie ma anche il crollo o la perdita di senso di parecchi valori umani, dignità, tolleranza, comprensione reciproca, è da lì che si deve ricominciare”.
Ma Ligabue non vuole essere considerato solo un portavoce generazionale: “E’ un ruolo che non mi piace affatto, mi imbarazza. Il problema però me lo pongo e, pur non piacendomi, mi rendo conto di questo tipo di responsabilità. Ed allora cerco almeno di essere chiaro, di evitare ogni ambiguità nelle cose che scrivo. La situazione in Italia è quella che è, se la gente fa tanta attenzione ai testi che scriviamo noi artisti è perché non ci sono molte alternative. Io mi pongo solo il problema di restare come sono, di dare il massimo, di essere veramente convinto di quello che faccio. Qualcuno dice che il rock deve essere informazione, io continuo a pensare che debba essere comunicazione, di un’ emozione, di un punto di vista, di storie che meritano di essere raccontate anche soltanto perché sono delle belle storie. E già mi sembra molto.
