Sette Notti In Arena – Settima posizione


Posted Agosto 31st, 2009 by Leggero No Comments »

ligabue in arena

Sette Notti In Arena” di Ligabue questa ultima settimana scala una posizione e passa dall’ottava alla settima. Rimane sempre in cima Michael Jackson, presente con ben 3 dischi in top ten .

Luciano – Farò il giurato da numero dieci!


Posted Agosto 30th, 2009 by Leggero No Comments »
Ligabue - Photo Credit - Repubblica.it

Ligabue - Photo Credit - Repubblica.it

Paolo Giordano, incontra Luciano Ligabue per un’intervista rigurdante il ruolo di giurato che da mercoledì dovrà tenere allla Mostra del Cinema di Venezia. Per l’occasione anche qualche domanda su Radiofreccia e Da Zero a dieci, Liga non chiude le porte ad un nuovo film ma confessa : ” «I film sono un bisogno, ma si rivelano anche un’esperienza talvolta devastante. Fare concerti, in fondo, mi diverte molto di più». ”

Questa l’intervista completa tratta da Il giornale:

Dopo una vita da mediano a Venezia sarò fantasista

Milano – Tanto lo sapeva già. «Le polemiche su di me giurato alla Mostra del cinema di Venezia? Le avevo messe nel conto», ammette lui adesso. Eppure Ligabue alla Mostra del Cinema di Venezia, da mercoledì agli ordini del presidente Ang Lee e di fianco a Liliana Cavani, Joe Dante, Sandrine Bonnaire e Anurag Kashyap, è il segno bello di un establishment cinematografico stanco (finalmente) di concorsi che spesso premiano film distanti dal grande pubblico. E poi Ligabue di mestiere racconta storie con il rock ma lo sa fare anche con i film, uno dei quali, Radiofreccia, è stato benedetto pure dalla critica più snob. «Quando mi hanno detto che Müller mi voleva a Venezia, ci ho riflettuto per qualche giorno», spiega quasi timidamente. Poi ha accettato, vai così, e chissenefrega se qualcuno storce la bocca.

La giuria è un onore, perché ci ha pensato su?
«Per mia natura, io non esprimo giudizi. Naturalmente li formulo, ma solo dentro di me. In questo caso, poi, i miei giudizi avranno una forte influenza e questo mi frenava molto. Però ho vinto la resistenza».

D’altronde, il suo «Radiofreccia» è stato campione d’incassi e «Da zero a dieci» partecipò al Festival di Cannes.
«In fondo mi sono chiesto: che patentino serve per diventare componente della giuria? Certo, non faccio film tutti i giorni e questo può mettere a disagio qualcuno. Ma io resto comunque un’anomalia e, in ogni caso, criticarmi è un diritto».

E adesso?
«Mi aspettano due settimane di full immersion: mi piace l’idea di vedere tutti i film e poi di dire la mia confrontandomi con autentici maestri».

Vi siete già sentiti?
«No, ci conosceremo a Venezia. Certo, sarà un onore lavorare con gente come Liliana Cavani o Ang Lee, di cui mi piacciono molto Tempesta di ghiaccio e I Segreti di Brokeback Mountain».

Come farà il giurato?
«Con il gusto di cercare in un film l’urgenza di raccontare una storia e la sua utilità per le persone. Un film può far ridere o riflettere o indignare, può addirittura disturbare ma deve essere comunque molto utile a chi lo guarda».

Allora farà il giurato «da mediano»?
«No, preferisco da numero dieci, da fantasista alla vecchia maniera».

Come Pelè?
«Direi come Baggio. Quando ho scritto Una vita da mediano mi sentivo quasi in colpa per l’eccessivo successo. Ma è uno stato d’animo di tanto tempo fa».

Il direttore Marco Müller nega che sia una Mostra «troppo provinciale».
«Intanto credo che i selezionatori abbiano trovato nei quattro film italiani in concorso la qualità necessaria per Venezia. E comunque siamo di fronte a opere che vengono da tutto il mondo, da Sri Lanka fino a Israele e al Giappone. C’è il regista 81enne maestro della Nouvelle Vague fino allo stilista Tom Ford che esordisce come regista».

Anche lei ha esordito qui.
«Mi ricordo che siamo arrivati con Radiofreccia montato all’ultimo giorno. Un’ansia tremenda. Ma quella prima proiezione è stata invece decisiva per la mia carriera. Prima è piaciuto ai giornalisti, poi al pubblico: fantastico».

Poi aveva giurato: non ne farò più.

«E invece è arrivata l’idea di Da zero a dieci. Un’altra esperienza devastante. Comunque l’unico punto fermo per mettermi di nuovo a fare film è l’urgenza di un’idea. Qualcosa cui non si può resistere».

Non è più venuta?
«L’unica storia che mi aveva conquistato e che avrebbe potuto diventare un film era ambientata nel 2166 e aveva bisogno di un budget hollywoodiano. Ne è uscito fuori il romanzo La neve se ne frega. Da allora nient’altro».

Ma se arrivasse quella giusta?
«Credo direi subito di sì».

Lo ammetta: al cinema non sa resistere.
«È una passione di vecchissima data. Qualche tempo fa, ho preso una di quelle guide cinematografiche e ho fatto il conto: nella mia vita ho visto almeno tremila film».

Genere preferito?
«Tutti i generi».

Qualcuno critica la sua trasversalità artistica.
«Un giorno ho ritirato a Procida il premio Elsa Morante per il libro Fuori e dentro il borgo».

Era il 1999.
«E il giorno dopo sono andato allo stadio e mi sono accorto che in curva cantavano la mia Urlando contro il cielo. Non so come giudicare questa trasversalità, so solo che ci godo da morire».

E difatti appena avrà finito a Venezia, suonerà dieci concerti all’Arena di Verona: otto con l’Orchestra e due, il 19 e il 20 settembre, di solo rock’n’roll (a favore dell’Abruzzo terremotato).
«I film sono un bisogno, ma si rivelano anche un’esperienza talvolta devastante. Fare concerti, in fondo, mi diverte molto di più».

Fonte : http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378461&START=0&2col=

Certe notti feat Pavarotti


Posted Agosto 29th, 2009 by Leggero 1 Comment »

Ecco una versione particolarissima di “Certe Notti” cantata da Luciano Ligabue, insieme ad un divertito Luciano Pavarotti.L’esibizione risale al 20 giugno 1996 durante il “Pavarotti & Friends for war child” svoltosi a Modena.

Liga- In top ten tra i preferiti dagli innamorati


Posted Agosto 28th, 2009 by Leggero No Comments »

Ligabue tra i preferiti dagli innamorati
Secondo una ricerca dell’ Osservatorio sull’amore attraverso il sito Meetic, è Eros Ramazzotti il cantante più ascoltato dagli innamorati seguito da Vasco Rossi e Claudio Baglioni. Luciano Ligabue invece chiude la top ten.

In Arena – Biglietti in vendita


Posted Agosto 24th, 2009 by Leggero No Comments »

ligabue con la sua band solo rock 'n'roll

Biglietti in vendita da oggi 24 agosto sul circuito ticketone i biglietti per le due date del 19 e 20 settembre in Arena di Luciano Ligabue. Da domani (ore 9 ) prevendita avviata anche pressi i punti vendita ticketone.

Sulla mia strada – Stabile tra i brani più trasmessi


Posted Agosto 23rd, 2009 by Leggero No Comments »

ligabue in arena

“Sulla mia strada” l’ultimo singolo radiofonico di Luciano Ligabue, rimane stabile al quinto posto tra i brani più trasmessi nell’ultima settimana.

Luciano – Ricorda Fernanda Pivano


Posted Agosto 19th, 2009 by Leggero No Comments »
Fernanda Pivano - Foto tratta dal sito ufficiale di Ligabuue -

Fernanda Pivano - Foto tratta dal sito ufficiale di Ligabuue -

Luciano Ligabue attraverso il suo sito ufficiale (ligachannel) ricorda Fernanda Pivano. Questo il pensiero pubblicato :

Uno dei veri privilegi che il “mestiere” che faccio mi ha concesso è stato quello di conoscere Fernanda.
Il mio debito di gratitudine verso di lei per ciò che ha scritto e ciò che ci ha permesso di conoscere, già grande, è diventato enorme dopo aver incontrato la sua splendida cocciutaggine, la sua energia, il suo coraggio e, ancora di più, la sua allegria.
Tutte le battaglie che ha ingaggiato (fossero contro un regime o contro qualche accademico con la puzza al naso) erano all’insegna di un obiettivo solo: fare del mondo un posto un po’ migliore. Anche solo illuminato da qualche squarcio di bellezza, compassione o speranza sfuggiti a un romanzo, a una poesia, a una canzone. Voglio chiedervi un favore: dedicatele tutti quanti un pensiero. E ognuno di voi, anche chi la dovesse conoscere poco, accompagni quel pensiero con una certezza: “Ci mancherà”.

Sette Notti In Arena – In Ottava posizione


Posted Agosto 17th, 2009 by Leggero No Comments »

ligabue in arena
Ottava posizione tra i dischi più venduti nell’ultima settimana in Italia, per “Notti in Arena” l’ultimo album live di Luciano Ligabue.

Sulla Mia Strada – Si conferma al quinto posto.


Posted Agosto 16th, 2009 by Leggero No Comments »

ligabue

Sulla  Mia Strada“, il singolo tratto da “Sette Notti in Arena” si conferma al quinto posto dei brani più trasmessi di questa settimana.

Luciano ed il Rock italiano


Posted Agosto 14th, 2009 by Leggero No Comments »

ligabue

Riscopriamo un piacevole articolo di Repubblica del 25 settembre 1994 a cura di Erneste Assente che chiede a Luciano “Cosa è stato e cosa è il rock italiano“. Di seguito l’articolo :

LA VIA NAZIONALE DI LIGABUE (Di Ernesto Assente)

Repubblica — 25 settembre 1994 pagina 29 sezione: SPETTACOLI

LUCIANO Ligabue è nato nel 1960, all’ alba del rock italiano. E con questa musica, con il rock, è cresciuto, fino a diventarne uno degli autori ed interpreti più amati e apprezzati dal pubblico. Chi meglio di lui, allora, può provare a definire che cosa è stato ed è il rock ‘ italiano’ ? “E’ difficile dirlo” risponde Ligabue “perchè francamente non so se negli altri paesi che non sono l’ Inghilterra e l’ America si definisce in termini nazionali la produzione rock, se esista quindi un rock ‘ francese’ , ‘ svedese’ o ‘ tedesco’ . Sarei tentato di dire che esiste il rock e basta, figlio di un’ unica grande cultura, ma farei un cattivo servizio a chi, in Italia, ha cercato e cerca di proporre una musica originale. Allora è vero che un rock ‘ italiano’ esiste, ed è quello che nasce dall’ incontro tra una musica che parte da una grande attenzione alla melodia, che è patrimonio genetico della musica italiana, ed un’ altra che parte da un presupposto ritmico, ovvero il rock angloamericano. Questo incontro ha permesso lo sviluppo di una musica che fosse al tempo stesso italiana e internazionale, e in alcuni casi ha prodotto delle cose davvero originali ed importanti”. Come si arriva a diventare un musicista rock, in Italia? “Essenzialmente perchè ci si sente poco rappresentati dalle altre forme musicali che vengono prodotte nel nostro paese. Così è stato per me. Io ho sempre ascoltato moltissima musica che veniva dall’ America, perchè esprimeva contenuti e passioni che erano vicini alla mia sensibilità, alle mie necessità d’ ascoltatore. E al tempo stesso ho ascoltato con grande attenzione tutto quello che in Italia andava nella stessa direzione. Quando il rock italiano è nato, con il beat, io ero troppo piccolo per ascoltarlo con attenzione, è qualcosa che ho recuperato negli anni, andando a riscoprire molte cose interessanti, un rock già elettrico e duro, come quello dei Corvi. Ma negli anni Settanta ero già dentro al rock italiano, i dischi di progressive di gruppi come il Banco del Mutuo Soccorso, la Premiata Forneria Marconi, gli Area, avevano la stessa importanza dei dischi americani o inglesi che continuavo a comprare. Diciamo, insomma, che non mi sono posto il problema di capire da dove venisse il rock, ho ascoltato la musica che mi piaceva e ho deciso di fare questo mestiere perchè era il solo modo in cui potevo esprimermi, divertirmi, appassionarmi”. Cosa è cambiato negli ultimi anni, cosa ha portato nuovamente al successo il rock in Italia? “Credo che sia cambiato il vento nell’ universo giovanile, è nato nuovamente il bisogno di sentire una musica diversa, capace di esprimere sentimenti diversi. E c’ è stata un’ apertura di mercato, perchè si è visto che il rock italiano, pur essendo una musica diversa, una musica di minoranza, poteva far vendere dei dischi, e questo ha messo in moto le case discografiche, che hanno finalmente cominciato a produrre dischi di gruppi italiani. Quello che mi preoccupa è che questo interesse delle case discografiche non crei soltanto casino, e che pur di pubblicare dei dischi di rock italiano le grandi case tirino fuori qualsiasi cosa, perdendo credibilità agli occhi del pubblico. Non deve provocare, insomma, un abbassamento qualitativo, la ricerca affannosa dell’ ultimo trend, qualunque esso sia. Perchè è un momento molto vivace e bello per il rock italiano, un momento di grande movimento, in sintonia con quello che sta accadendo nella scena rock mondiale. Ed è un movimento molto veloce, perchè negli ultimi due anni è cambiato il modo di consumare e ascoltare rock, adesso la tendenza è verso un suono aspro e duro, e mi sembra che anche dalle nostre parti ci si muova in quella direzione. E’ una cosa positiva, perchè è il segno che esiste una generazione di musicisti giovani e reattivi”. Torniamo alla domanda iniziale. Che cos’ è il rock italiano per Luciano Ligabue? “Ci sono alcune parole che possono servire a capire che cosa c’ è dentro questo grande spazio che viene chiamato rock. Una di queste parole è ‘ disagio‘ , un’ altra è ‘ non allineamento’ , un’ altra ancora è ‘ autonomia’ . E una che può sembrare strana per una musica che esalta lo spirito collettivo, che è ‘ individualismo’ , non nel senso più bieco del termine, ma inteso come non piegare la propria natura al senso comune, avere la forza di seguire il proprio istinto e le proprie idee. Poi magari ci sono tanti altri piccoli elementi, magari più futili o frivoli, quelli legati in maniera assolutamente mitizzata agli ‘ stili di vita’ del rock. Ma essenzialmente credo che queste parole abbiano contraddistinto sempre quello che è stato ed è il rock italiano”. -

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/25/la-via-nazionale-di-ligabue.html