
Arrivo alle 20:00 all’Olimpico, perdendomi le esibizioni dei Nucleo e dei Rio, devo dire che lo stadio è piuttosto pieno, ma un’ora dopo continua ad entrare gente nonostante siamo in prossimità dell’inizio dello spettacolo, il prato è gremito, le tribune sono piene.
Il palco è spettacolare, pale eoliche, pannelli solari e supermegaschermo,,alto 26 metri con una superficie di circa 300 mq, dietro il Liga&band dove anche chi si trova in posizione scomoda può gustarsi il concerto, aiutato da una regia buona che avrei definito “ottima” se in alcune canzoni non fossero stati inseriti alcuni “effetti grafici” come è accaduto per “Il centro del mondo”, o una specie di cartone animato che ha protagonista un omino orrido come è accaduto ad esempio in “Vivo morto o x”: avremmo preferito vedere l’esibizione di Luciano, gustarne le espressioni e l’intensità dell’interpretazione. L’idea della passerella si rivela coinvolgente, crea una sorta di intimità con i fans che si trovano lì, e che possono godere del passaggio del Liga che durante l’esibizione di “Tra palco e realtà” correrà in lungo e in largo; bellissimo il finale dove vedremo Luciano percorrere la passerella e chinarsi a stringere la mano a diversi fans.
Alle 21:00 siamo pronti, cominciamo a provare una certa insofferenza, non vediamo l’ora di dare il via a questo concerto; si alzano le ole, incitamenti e applausi, gridiamo il nome di Luciano e tutto lo stadio si alza in coro intonando “oooo ooooooooo oooooooo” che riprende la storica “Urlando contro il cielo”, siamo caldi, siamo pronti.
Ore 21:20: finalmente si spengono le luci e lo stadio esplode in boato di eccitazione e di acclamazione, finalmente si comincia: Vediamo il Liga in una forma smagliante, dimagrito e con i jeans
indossa una camicia nera che gli dona molto, certo porta egregiamente i suoi 48 anni.
L’attacco con “Certe Notti”, il solito arrangiamento ma siamo troppo affezionati a questo brano storico e non vorremmo sentirlo cambiare mai; non ci sorprende questa entrata “dolce” perchè siamo già informati su quella che sarà la scaletta, anche delle eventuali esclusioni ed inserimenti che possono avvenire durante lo svolgimento del concerto. Devo dire che lo stravolgimento della scaletta per me ha un significato innovativo e originale, nessun attacco rock ma morbido e comunque da brividi.
Prosegue con “Il Centro Del Mondo”, che a me personalmente non infiamma troppo, inizialmente riprende non in modo simile ma uguale “il Giorno Dei Giorni”, ma mi rendo conto che tutti, proprio tutti la cantano e versione live la rivaluto con piacere.
Attaccano le note di “Quella Che Non Sei”, e dopo aver avuto la sensazione che
l’audio inizialmente non fosse perfetto, provo sollievo nell’ascoltare la voce di Luciano, chiara, potente e perfetta: bellissima prova live.
Prima di attaccare con “I Ragazzi Sono In Giro” Luciano fa una presentazione con queste parole: ” I ragazzi saranno anche in giro ma praticamente questa sera sono tutti qui! Tante volte mi chiedono che cosa senti quando vai sul palco ed io vorrei spiegare… non è tanto quello che sento dentro, è quello che sento e vedo fuori.. questo mi mette nella condizione di dirvi di essere sicuro di sapere che Voi vi meritate tutto” con conseguente esplosione da parte del pubblico; apprezziamo questa esibizione calda, frizzante che ti fa muovere con ritmo. Noto però le prime esclusioni che riguardano “Ho Perso Le Parole” e “Una Vita Da Mediano” e provo una sorta di rammarico soprattutto per la prima.
“Ho Messo Via” procura applausi iniziali seguiti da un silenzio quasi mistico, l’ascolto ci offre emozione e commozione, la chitarra di Bossini si contraddistingue in un assolo che trovo troppo breve per quanto è bello, e la voce di Luciano riempie lo stadio e i suoi occhi attraverso il megaschermo rivelano le nostre stesse sensazioni, uno dei brani che ho apprezzato di più, non solo per la bellezza fine a se stessa, ma per l’atmosfera che si è creata, una sorta di empatia tra noi e Liga.
E’ il momento di “Ho Ancora La Forza” con dedica a “zio” Guccini, il testo seppur molto bello non mi entusiasma per via della musica con la quale è costruito il brano, ed è una delle canzoni meno conosciute dal pubblico, non si sentono voci innalzarsi a cantare.
Arriva “Il Giorno Dei Giorni” che live offre un certo piacere, gradevole, non è tra quelle che preferisco, soprattutto pensando che la vittima sacrificale è “Hai Un Momento Dio”, uno di quei brani che si avvicinano a essere definiti capolavoro, quindi rimango delusa dalla scelta.
Subito dopo “Il Mio Pensiero”, canzone d’amore anche questa poco conosciuta dal pubblico, la voce di Luciano è bella, chiarissima, ma non trovo questo brano entusiasmante.
E’ da questo momento che il concerto diventa apprezzabilissimo, caldo ed emozionante; un arrangiamento che non riconosciamo subito; capiamo che “Tutti Vogliono Viaggiare In Prima” ha subito delle modifiche, si sentono meno le tastiere e la “costruzione” musicale è decisamente più azzeccata, bellissima in toto.
L’esplosione vera e sentita arriva con “A Che Ora è La Fine Del Mondo”, notevole e trascinante la batteria di Urbano, lo stadio si scatena in un vortice di voci, movimenti, applausi, una vera standing ovation, alla fine di questa esibizione Luciano è visibilmente commosso, forse consapevole che con “Leggero” toccherà l’apice della commozione per noi che siamo lì per lui.
Bossini lancia l’attacco di “Libera Nos A Malo”, con una schitarrata grandiosa e lo stadio esulta, l’assolo di chitarra elettrica eseguito da Bossini è spettacolare, “avverto” che è qualche gradino sopra Poggipollini.
Si ritorna ad un momento di calma e riflessione con “Niente Paura”, cantata da tutto il pubblico, la voce di Luciano è penetrante ed è un’interpretazione che fa evincere una sorta di rassegnazione da parte del cantante “tira sempre un vento che non cambia niente
mentre cambia tutto sembra aria di tempesta”; “a parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare”; testo notevole secondo il mio parere, live è ancora più bella.
Attacco per “Le Donne Lo Sanno”, tutti cantano e alzano le braccia, credo di essere l’unica a stare seduta, questa canzone proprio non la digerisco dal punto di vista musicale, è più forte di me.
E’ l’ora del medley “Vivo o Morto X”, “Con Queste Facce Qui”, “Lambrusco&Popcorn”, personalmente non mi ha acceso; divertente lo spezzarsi della musica per inserire un video in cui si vede il manager di Luciano, Claudio Maioli con la sua solita scopa in mano mentre spazza un locale e improvvisamente si mette a ballare sulle note di “I Feel Good” quando finalmente arriva una
macchina dei carabinieri a prelevarlo, subito dopo il riattaccare con “Vivo O Morto o X”.
“Non è Tempo Per Noi” e ritorno subito ad essere coinvolta emotivamente… sul megaschermo scorrono i principi della Costituzione della Repubblica Italiana, bel momento, molto emozionante e bello l’inserimento dell’articolo 1001, inesistente, dove si leggono queste parole: “Il rock va suonato al volume che serve”, chiara provocazione al comitato antirumore che ha creato dissensi e polemiche per lo stadio di San Siro.
“Piccola Stella Senza Cielo” live rende sempre molto di più rispetto alla versione studio, a me piace moltissimo nonostante non sia tra i lavori più apprezzabili di Luciano. L’esibizione di un’abile ginnasta che si arrampica su “un filo” al centro del megaschermo, riempie scenograficamente un brano che è già di per sè live è commovente.
“Happy Hour”, canzone sfruttatissima commercialmente, non è granchè eppure mi rendo conto che viene cantata da tutti, ballata, mette allegria e argento vivo addosso.
L’arrivo di “Urlando Contro Il Cielo” e “Tra Palco e Realtà” : brani storici nella carriera di Luciano che non possono far altro che raccogliere consensi e una sorta di standing ovation, di nuovo le chitarre di Poggipollini e di Bossini ad esaltare una musica contagiosa ed entusiasmante.
In questo momento si spengono le luci e ci sono due minuti di buio e di interrogativi.. cosa sta succedendo? Quando le luci vanno di nuovo a illuminare il palco, Poggipollini e Liga offrono lo spettacolo di un petto nudo, qualche commento colorito da parte di ragazze estasiate alla vista di Luciano versione “trucido”, con la tracolla della chitarra a coprire ben poco una nudità che mette in
risalto un’età ben portata. Non per questo “Balliamo sul mondo” passa in secondo piano, elettrizzante, ritmo che genera allegria e eccitazione.
Si chiude in maniera molto intima con “Buonanotte All’ Italia”, una specie di amarcord scorre sullo schermo con i visi più noti che hanno contribuito a questa Italia densa di storia, di arte, di passione da Mennea a Coppi , da De Sica ad Alberto Sordi, dalla Loren alla Lollobrigida, da Franco Franchi a Totò, da Pasolini a Fellini, da Modugno a Celentano, da Aldo Moro a Enrico
Berlinguer. Canzone fluida e intensa, testo di notevole significato.. il tutto condito da queste immagini forti e rappresentative.
Davvero un bello spettacolo.
by Missmondo