Tuttoliga : 5 mila grazie!!!
Posted Giugno 4th, 2010 by Leggero 1 Comment »

Oggi la nostra pagina ha raggiunto ben 5 mila fans! dopo un solo mese e mezzo dall’apertura. 5 mila grazie a voi! e a Luciano che ha generato tutta questa passione!.

Oggi la nostra pagina ha raggiunto ben 5 mila fans! dopo un solo mese e mezzo dall’apertura. 5 mila grazie a voi! e a Luciano che ha generato tutta questa passione!.

Domani 21 Maggio, in edicola uscirà “Il venerdì” (inserto di “Repubblica”) che contiene un intervista -incontro tra Luciano Ligabue e Francesco Guccini. Questa l’anteprima fornita da Ligachannel :
AVVELENATI
“Caro Francesco, ho fatto il seguito della tua Avvelenata perché sono arrabbiato come te.”
Ligabue nel suo ultimo cd ha messo una canzone che riecheggia uno storico brano di Guccini. Poi è andato a trovarlo e hanno parlato di colleghi furbi e meschini, critici astiosi e…


Usciranno domani 29 aprile le interviste a Luciano Ligabue su Xl e Vanity Fair (per Roma e Milano la rivista esce un giorno prima, quindi oggi 28 aprile). Sopra le copertine.
Questo un breve estratto dell’intervista a Vanity Fair :
A 50 anni appena compiuti, pubblica un nuovo album, Arrivederci, mostro!. Un «mostro» che lui ha incontrato:paure, ossessioni. Ma, soprattutto, una tragedia privata, che lo ha costretto a vedere il mondo in modo diverso.
Nella canzone Caro il mio Francesco, però, prendendosela con l’ipocrisia dell’ambiente musicale, usa toni per niente sereni: «Parlavano di impegni e di valori, ma non appena hai smesso di essere utile per loro, erano già lontani: la lingua avvicinata a un altro culo». Oppure, parlando di un collega: «È talmente puro che ti lancia merda soltanto per un titolo (di giornale, ndr) più largo». E poi: «Quei presunti puri mi possono baciare le chiappe allegra-mente».
Che cosa è successo?
«Verso la fine del 2008 ho passato un difficile momento personale».
Dovuto a che cosa?
«La mia compagna (Barbara, da cui ha avuto Linda, 5 anni, ndr) ha perso un bambino. Era incinta al sesto mese e, quando si arriva a quel punto, non si può fare altro che partorirlo e poi seppellirlo. È stato un periodo duro. Ha fatto venire a galla cose che non c’entrano con quello che ho appena detto, ma che mi hanno spinto a fare i conti con la falsità di certe persone».

Su XL di Repubblica in questi giorni in edicola è presente un inchiesta sulla poca visibilità della musica di qualità Italiana. Tra gli intervistati interviene anche Luciano Ligabue che incalzato da Manuel Agnelli leader degli Afterhours che dichiara” Le major sono cieche. Sono schiave del protezionismo: ma il protezionismo è merda, è morte, è fallimento. Si stanno già suicidando in tanti altri modi. Sono degli idioti totali. Mi meraviglio che gente come Ligabue e Vasco possa ancora firmare con delle multinazionali: forse sentono la necessità di avere delle strutture intorno, perché ormai non è più nemmeno questione di guadagno..”.Luciano risponde: “”Personalmente sto tenendo fede a un impegno contrattuale assunto un po’ di anni fa. Una volta esaurito quello vedrò il da farsi” . Tra gli altri sono intervenuti anche Vasco Rossi ed Elio e Le Storie Tese. Condividiamo il consiglio di Vasco che riportiamo :”Un consiglio per tutti (Morgan compreso): fate delle buone canzoni e meno chiacchiere. ”
Per leggere lo speciale , questo l’indirizzo: http://xl.repubblica.it/dettaglio/76714

In edicola il nuovo numero di gennaio del mensile “Rockstar” che dedica un ampio spazio a Fabrizio De Andrè il grande cantautore scomparso 10 anni fa.All’interno un articolo di Luciano Ligabue che come riportato dal sito ufficiale parla dell’importanza dei testi e della musica di De Andrè ed in più svelerà un aneddoto raccontatogli da Mauro Pagani, stretto collaboratore di De Andrè.

Fra la via Emilia e il rock. Da quelle parti c’è una chitarra acustica che ha la cassa armonica a Correggio e a Roncocesi nel reggiano e le corde che salgono su a Zocca nell’appennino modenese. Paesi dove sono nati, nell’ordine, Ligabue, Zucchero, Vasco. «L’Emilia è una terra fatta di gente passionale che ha un forte bisogno di comunicare. Qui c’è sempre stata la possibilità di poterti esibire vuoi nella piazza del tuo paese, vuoi nei tanti locali. Insomma avevi l’opportunità di avere un pubblico e di metterti alla prova». Chi parla è il più giovane dei tre, il Liga di Correggio, ma ormai con 20 anni di carriera sulla chitarra «la prima» ricorda Ligabue «me la regalò mio padre dopo avermi sempre detto che i musicisti sono dei morti di fame, avevo 15 anni». «Mio padre» continua «era un tipo tosto, era un’anima irrequieta, ha cambiato decine di lavori, si stancava presto. Ha gestito anche una balera, conosceva l’ambiente e i musicisti, sapeva che era dura, non ho mai capito perché mi fece quel regalo, ma sapeva che mi piaceva la musica, ne ascoltavo tanta».
Venti anni di carriera che Ligabue ha raccolto in due album, due «best of», il meglio di una produzione musicale ricca di 18 album e altre canzoni. Da amante del calcio il Liga li ha chiamati «Primo Tempo» e «Secondo tempo». Il primo l’ha «giocato» nel novembre dello scorso anno, col secondo è sceso in campo alla fine di maggio dopo aver scaldato il pubblico con il singolo «Il centro del mondo», primo dei tre inediti contenuti nel cd, arricchito da un dvd con 21 videoclip. Una seconda rilettura della storia del suo rock che va dal 1997 al 2005 (dagli album «Su e giù dal palco» a «Nome e cognome») con tre nuovi capitoli: il già citato «Il centro del mondo», «Il mio pensiero» e «Ho ancora la forza», scritto nel 2000 con Francesco Guccini e inciso quell’anno dal cantautore modenese. Rilettura, perché i brani del passato sono stati riportati a nuova vita musicale in uno studio di masterizzazione di New York e da una band in parte rinnovata (al basso e alla batteria gli americani Kave Rastegar e Michael Urbano) con cui Ligabue ha suonato dal 7 al 28 aprile scorso in Europa: Amsterdam, Madrid, Barcellona, Parigi, Zurigo, Amburgo, Monaco, Berlino e Londra. E con la quale tornerà sul palco il 4 luglio prossimo a Milano a San Siro, prima data del suo tour italiano.
E il palco per Ligabue «è la cosa più bella di questo “mestiere”, non c’è gara: è quello il mio centro del mondo. Io ho bisogno di suonare, ho bisogno di fare più concerti che posso perché mi fa stare bene. E ho anche la scusa che se non suono le persone che stanno con me non lavorano e quindi ho sempre l’alibi per fare sempre più quello che faccio».
Due, di quelle persone, però non suonano più con lei, è stata una scelta difficile?
«Dolorosa. Ho sofferto nel comunicare a due persone così in gamba come Rigo (Righetti, il bassista ndr) e Robby (Pellati, il batterista ndr) che in questo tour non ci sarebbero stati. Le persone che lavorano con me devono avere anche precise caratteristiche umane, dobbiamo stare bene insieme e loro sono con me da ben 14 anni. Mi dispiace è una scelta alla quale sono stato chiamato: Corrado (Rustici) il mio produttore ha voluto una nuova sezione ritmica. Rigo e Robby hanno capito, sono stati molto comprensivi».
A proposito di dolore, qual è l’ultima volta che ha pianto?
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E’ in edicola Sorrisi e Canzoni con in copertina Ligabue con “IL Mio Rock che Parla D’Amore”