
Riscopriamo un piacevole articolo di Repubblica del 25 settembre 1994 a cura di Erneste Assente che chiede a Luciano “Cosa è stato e cosa è il rock italiano“. Di seguito l’articolo :
LA VIA NAZIONALE DI LIGABUE (Di Ernesto Assente)
Repubblica — 25 settembre 1994 pagina 29 sezione: SPETTACOLI
LUCIANO Ligabue è nato nel 1960, all’ alba del rock italiano. E con questa musica, con il rock, è cresciuto, fino a diventarne uno degli autori ed interpreti più amati e apprezzati dal pubblico. Chi meglio di lui, allora, può provare a definire che cosa è stato ed è il rock ‘ italiano’ ? “E’ difficile dirlo” risponde Ligabue “perchè francamente non so se negli altri paesi che non sono l’ Inghilterra e l’ America si definisce in termini nazionali la produzione rock, se esista quindi un rock ‘ francese’ , ‘ svedese’ o ‘ tedesco’ . Sarei tentato di dire che esiste il rock e basta, figlio di un’ unica grande cultura, ma farei un cattivo servizio a chi, in Italia, ha cercato e cerca di proporre una musica originale. Allora è vero che un rock ‘ italiano’ esiste, ed è quello che nasce dall’ incontro tra una musica che parte da una grande attenzione alla melodia, che è patrimonio genetico della musica italiana, ed un’ altra che parte da un presupposto ritmico, ovvero il rock angloamericano. Questo incontro ha permesso lo sviluppo di una musica che fosse al tempo stesso italiana e internazionale, e in alcuni casi ha prodotto delle cose davvero originali ed importanti”. Come si arriva a diventare un musicista rock, in Italia? “Essenzialmente perchè ci si sente poco rappresentati dalle altre forme musicali che vengono prodotte nel nostro paese. Così è stato per me. Io ho sempre ascoltato moltissima musica che veniva dall’ America, perchè esprimeva contenuti e passioni che erano vicini alla mia sensibilità, alle mie necessità d’ ascoltatore. E al tempo stesso ho ascoltato con grande attenzione tutto quello che in Italia andava nella stessa direzione. Quando il rock italiano è nato, con il beat, io ero troppo piccolo per ascoltarlo con attenzione, è qualcosa che ho recuperato negli anni, andando a riscoprire molte cose interessanti, un rock già elettrico e duro, come quello dei Corvi. Ma negli anni Settanta ero già dentro al rock italiano, i dischi di progressive di gruppi come il Banco del Mutuo Soccorso, la Premiata Forneria Marconi, gli Area, avevano la stessa importanza dei dischi americani o inglesi che continuavo a comprare. Diciamo, insomma, che non mi sono posto il problema di capire da dove venisse il rock, ho ascoltato la musica che mi piaceva e ho deciso di fare questo mestiere perchè era il solo modo in cui potevo esprimermi, divertirmi, appassionarmi”. Cosa è cambiato negli ultimi anni, cosa ha portato nuovamente al successo il rock in Italia? “Credo che sia cambiato il vento nell’ universo giovanile, è nato nuovamente il bisogno di sentire una musica diversa, capace di esprimere sentimenti diversi. E c’ è stata un’ apertura di mercato, perchè si è visto che il rock italiano, pur essendo una musica diversa, una musica di minoranza, poteva far vendere dei dischi, e questo ha messo in moto le case discografiche, che hanno finalmente cominciato a produrre dischi di gruppi italiani. Quello che mi preoccupa è che questo interesse delle case discografiche non crei soltanto casino, e che pur di pubblicare dei dischi di rock italiano le grandi case tirino fuori qualsiasi cosa, perdendo credibilità agli occhi del pubblico. Non deve provocare, insomma, un abbassamento qualitativo, la ricerca affannosa dell’ ultimo trend, qualunque esso sia. Perchè è un momento molto vivace e bello per il rock italiano, un momento di grande movimento, in sintonia con quello che sta accadendo nella scena rock mondiale. Ed è un movimento molto veloce, perchè negli ultimi due anni è cambiato il modo di consumare e ascoltare rock, adesso la tendenza è verso un suono aspro e duro, e mi sembra che anche dalle nostre parti ci si muova in quella direzione. E’ una cosa positiva, perchè è il segno che esiste una generazione di musicisti giovani e reattivi”. Torniamo alla domanda iniziale. Che cos’ è il rock italiano per Luciano Ligabue? “Ci sono alcune parole che possono servire a capire che cosa c’ è dentro questo grande spazio che viene chiamato rock. Una di queste parole è ‘ disagio‘ , un’ altra è ‘ non allineamento’ , un’ altra ancora è ‘ autonomia’ . E una che può sembrare strana per una musica che esalta lo spirito collettivo, che è ‘ individualismo’ , non nel senso più bieco del termine, ma inteso come non piegare la propria natura al senso comune, avere la forza di seguire il proprio istinto e le proprie idee. Poi magari ci sono tanti altri piccoli elementi, magari più futili o frivoli, quelli legati in maniera assolutamente mitizzata agli ‘ stili di vita’ del rock. Ma essenzialmente credo che queste parole abbiano contraddistinto sempre quello che è stato ed è il rock italiano”. -
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/25/la-via-nazionale-di-ligabue.html